IL POETA CHE SCRIVE CON LE FOGLIE 

Chi è Wendell Berry? 


L'associazione ecologista di Moncalieri La Gemma della Vita, declama sulla home del suo sito web (www.lagemmadellavita.it) il "manifesto del contadino impazzito" che attira dal titolo già tutta la nostra curiosità. Di manifesti (soprattutto quelli novecentisti) ne abbiamo visti e studiati molti, ma forse un manifesto di questo genere c'era fino ad oggi sfuggito. L'autore, come riportato nel sito stesso, è Wendell Berry. Il manifesto è scritto sotto forma di poema ed esorta il comune lettore con un vocativo indefinito di amare la vita e la terra in quanto cose non misurabili; di non riporre la fiducia in nessun governo ma di fare della sua solidarietà con gli altri esseri umani l'unico vero credo politico; esorta, ancora, di abbandonare i propri pensieri dal momento che questi incominciano ad essere espressi da persone di potere, di prendersi cura della propria donna, di abbandonarsi all'ombra della natura. Un titolo ossimorico per ciò che concerne la figura del contadino-uomo descritta nei versi e quella che ormai ha quasi per intero preso piede nella nostra società (delle grosse produzioni agricole). Dei versi fin troppo poco profani, che esortano tutti gli uomini ad un abbandono alla propria origine: la terra, l'unica che può togliere risposte ponendo nuove domande. Un poema che vuole risvegliare le nostre vere radici, per far cadere il velo dell' ubermensch (superuomo) per ritornare ad uno stato dimenticato ma dialetticamente nuovo, quello del "bauer mensch" per ricordarci che siamo tutti contadini, che siamo tutti figli della terra e come tali dobbiamo conoscerla fino al punto in cui essa ci permette di farlo, punto oltre il quale dovremmo semplicemente abbandonarci ad un panismo meditativo e concreto. 

Wendell Berry nacque il 5 Agosto 1934 presso Henry County. Dopo aver insegnato all'Università scrittura creativa in città metropolitane come New York, decise di tornare presso la cittadina natale alla fattoria della famiglia e dove tuttora coltiva le terre contigue con metodi biologici. Come si può estrapolare dal manifesto sopra citato, i temi cari alle sue composizioni sono la natura, l'agricoltura, l'armonia tra l'uomo con l'uomo e l'uomo con la realtà vivente che lo ospita. L'obiettivo delle sue opere (tra romanzi e racconti) è quello di presentare scritti che possano fare bene all'uomo e alla natura, in vista di un intreccio armonico così saldo da preservare la fermezza dell'uno aspetto e dell'altro, con la risultante di un mondo sano spiritualmente e concretamente. 

I trattati più concreti sono ad esempio quelli che riguardano la problematica situazione che vige a livello agricolo in America: Berry riconosce che l'agricoltura è l'abc economico della sua nazione ma allo stesso tempo si rende clamorosamente conto che la terra è inquinata e che c'è una grossa sovrapproduzione che porta ad incrementare maggiormente l'inquinamento per via dei maggiori scarti che si creano così di necessità.                                              Berry veicola un messaggio che non si attesta di vuote e futili parole scientifiche che ci riempiono la testa per qualche minuto per poi abbandonarci, ancora più confusi di prima. Egli ha vissuto la sua infanzia e la sua prima adolescenza a contatto con la vita più semplice e con le sue parole, ora, vuole essenzialmente riproporre questa semplicità.                   A leggere le sue poesie viene inevitabilmente in mente il nostro connazionale Pascoli che metteva in luce la confortevole e autentica vita nel nido familiare, al riparo dalla modernità più sfrenata; il che non significa (per entrambi) condurre una vita concreta e di pensiero sulla scia dell'eremita, ma nell' ottica di vivere la modernità con critica e coscienza. La poesie "la pace delle cose selvagge" propina proprio questo messaggio: laddove ci sono molli tormenti umani ci sono in contrapposizione selvagge vita di animali, vicino le quali le nostre inquietudini scompaiono o si affievoliscono un po'; come quando disperati per qualcosa di umano troppo umano scappiamo e anche solo della pioggia violenta che in un altro momento ci avrebbe disturbato e fatto aprire un umano troppo umano ombrello, ci lava via quel dolore da dosso. E'  un po' quello che potrebbe ricordarci il sublime di Kant ridimensionato, nella poesia di Wendell, alla vita rurale e animale della fattoria, come ad esempio quando parla del maschio d'anatra che lo tranquillizza. 

"Mangiare conclude il dramma annuale dell'economia alimentare che inizia con la semina e la nascita". Parole forti, quelle di Wendell Berry in un'intervista a proposito della responsabilità dell'atto di mangiare. I consumatori medi, infatti spiega lo scrittore americano, si accontentano di acquistare senza sapere se ci sono agenti chimici nel prodotto, da quale azienda agricola è stato confezionato e in che modo...  "Il consumatore industriale ideale sarebbe legato a una tavola con un tubo in bocca che va direttamente dall'impianto alimentare al suo stomaco": scenario distopico e metaforicamente duro quello che ci prospetta per esemplificare come per lui i consumatori industriali non hanno davvero coscienza di ciò che mangiano, per loro mangiare è un'azione astratta. Le sue parole continuano aspramente in direzione di una critica alla produzione industriale che ci ha fatto completamente dimenticare del collegamento originario che invece c'era tra il cibo e l'agricoltura, buco nero che l'industria colma rimpinzandoci di prodotti colorati e dal bell'aspetto senza informarci però che ad esempio la fettina che ci accingiamo a mangiare sia la parte di un vitello che ha condotto la sua intera esistenza in un recinto in cui aveva a malapena la possibilità di muoversi. 

"io voglio aspettare qui nei campi

per vedere quanto bene la pioggia 

fa all'erba

nel lavoro dei campi

lontano dalla vita degli uomini

io sono a casa. Non venite con me

state a casa!" 

Un uomo che sicuramente alcuni industriali guardano con occhio malcapitato, seppure Berry stesso riconosce quante aziende in realtà siano pro consumatore facendo attenzione alla produzione di prodotti genuini. Un uomo libero, che valeva la pena di citare e di leggere. 

                                                                    Erika Piroscia