GRUPPO FINANZA
PREMESSA
Il lavoro del gruppo finanza prende spunto dal documento (disponibile a chiunque intenda prenderne visione) presentato dal tavolo regionale lombardo della finanza etica.
Le motivazioni intorno alle quali si è sviluppata la discussione sono le seguenti:
  • occuparsi di finanza etica non può prescindere dalla necessaria e continua denuncia dell’attuale modello economico, orientato solo al profitto speculativo, di breve periodo ed a tutto danno dei paesi poveri e delle risorse del pianeta.
  • va intensificato il lavoro culturale di informazione e formazione perché il mondo dei Gas e Des abbia più consapevolezza sui temi della finanza e, soprattutto, della finanza etica;
  • deve essere ulteriormente sviluppato il lavoro di rete fra tutte le entità di finanza etica di un territorio al fine di coordinare un lavoro comune (che per la Lombardia sono: Banca Popolare Etica, Mag 2 Finance, CAES, Fondazione culturale Responsabilità Etica, Soliles);
  • i soggetti di finanza etica presenti nella rete devono studiare e proporre strumenti per meglio venire incontro alle esigenze che emergono dai Gas e dai Des. In questo modo per ogni esigenza si potrà intervenire con lo strumento più adatto all’attività da finanziare o sostenere in altro modo

L’AGENDA DI LAVORO
Le motivazioni sono state condivise e ampliate, con nuove proposte e nuove idee, stimolando anche tutti gli altri territori a lavorare in questa direzione. Tra le altre iniziative, oltre alle esperienze presentate dal tavolo lombardo, sono emerse le seguenti: Associazione Terre Future: strumenti per finanziare l’acquisto collettivo di terre; AIAB: piattaforma finanziaria peer to peer; MAG Firenze: prestiti a interessi zero; prossima costituzione di una cooperativa MAG in Sardegna; DES Modena: sostegno finanziario alle zone terremotate; iniziative Open source per la condivisione di risorse. Sono stati lanciati i temi del baratto e delle monete complementari, che potranno essere oggetto di futuri approfondimenti.

Sul piano della ricerca delle risorse è emersa l’esigenza di iniziare a lavorare anche sui
Fondi di Solidarietà, strumento pensato a disposizione dei DES per
  • sviluppare nel proprio distretto iniziative culturali e sociali;
  • pagare costi di distretto quando il volontariato non è più sufficiente;
  • sostenere con finanziamenti o con forme di garanzia, progetti in difficoltà o nuove iniziative imprenditoriali (es: finanziamento all’azienda Tomasoni con MAG 2).

Dopo un approfondito dibattito le conclusioni alle quali il gruppo è giunto sul tema sono le seguenti:
  • piena condivisione sulla necessità dei Fondi di distretto, peraltro già attivi in molti distretti;
  • la gestione delle risorse di distretto deve essere decisa autonomamente dal distretto stesso;
  • la disponibilità ad essere solidali verso richieste che pervengono da realtà al di fuori del distretto o da distretti deboli; da realizzare attraverso un Fondo di solidarietà sovradistrettuale o nazionale.

LE ESIGENZE DI TIPO ORGANIZZATIVO
Rimane la necessità di elaborare un modello organizzativo in grado di gestire al meglio i fondi di solidarietà di distretto a livello sovradistrettuale.
Su questo punto si è deciso di attivare un gruppo di lavoro allargato specifico che affronti il problema dello strumento organizzativo e delle regole per gestire i fondi di solidarietà. Si è chiesto chi volesse partecipare e alle persone già presenti nel tavolo lombardo, si sono aggiunti altri sette partecipanti.
Nella discussione è emerso che il lavoro sui fondi di solidarietà può costituire stimolo sui territori per attivare altri tavoli regionali sul tema della finanza, che possano lavorare in modo più ampio partendo dalle motivazioni di cui sopra. Le stesse campagne nazionali citate nel corso dei lavori, campagna zerozerocinque (www.zerozerocinque.it), sulla fame non si specula (www.sullafamenonsispecula.org), non con i miei soldi (www.nonconimieisoldi.org), sbanchiamoli: riprendiamoci i nostri soldi (www.sbankiamoli.it) possono costituire spunti di lavoro per i tavoli.

A livello organizzativo è emerso anche l’esigenza di allargare la presenza dei produttori per approfondire un confronto sui loro bisogni al fine di orientare meglio alcune azioni. E’ rimasto aperta la domanda su come raggiungere questo risultato.
E’ poi emerso in modo generale l’esigenza di studiare modalità di gestione di una comunicazione maggiormente efficace, questione che rimanda a una discussione più ampia complessiva in tutto il movimento.

A livello di rete generale il gruppo ha individuato i seguenti focus:
  • l’esigenza di individuare modalità e strumenti per la gestione di una comunicazione più efficace sia verso l’interno del movimento sia verso l’esterno;
  • la facilitazione di processi di scambio di conoscenza, di condivisione, anche diretta, di esperienze e di trasferimento di know-how all’interno del movimento.
Rimane aperta, come emerge anche relativamente alla gestione sovradistrettuale del Fondo di solidarietà, la riflessione sulla necessità o meno di uno ulteriore sviluppo strutturalorganizzativo della rete.

GRUPPO LEGGE

PRIORITA’
Consideriamo prioritario che la rete dell’economia solidale sia presente e vigile nella stesura di normative che riguardano i temi del GAS, del DES e, più in generale, dell’economia solidale.
Vogliamo tutelare il “cuore” delle nostre proposte e dei principi dell’economia solidale, attraverso l’interlocuzione, nel tempo, con le istituzioni.
Riteniamo opportuno farlo andando oltre la schieramento “noi-voi” e tentando di integrare le istanze “dal basso” con una visione complessiva “dall’alto”.

OBIETTIVI
Gli obiettivi di una normazione al tal riguardo dovrebbe riguardare i seguenti punti:
  • Costruire un quadro generale di riferimento dell’economia solidale
  • Togliere/ridurre gli ostacoli all’autorganizzazione del movimento
  • Detassare e rendere più accessibile i prodotti/servizi ecosol
  • Evitare sovrabbondanze e lo spreco di prodotti
  • Normare soprattutto gli aspetti produttivi
  • Incentivare e divulgare un acquisto consapevole e responsabile
Riteniamo fondamentale costruire un Tavolo di Coordinamento regionale e nazionale, come luogo di confronto su queste tematiche, che sia inclusivo e che possa prevedere i vari portatori di interessi: GAS, DES, Botteghe del Mondo, produttori e imprese, istituzioni, università.
In assenza di un chiaro rapporto di interlocuzione tra le istituzioni ed i vari tavoli ecosol, regionale o nazionali, proponiamo di sospendere le normative vigenti.

ALLEANZE
Riteniamo, pertanto, indispensabile fare massa critica e costruire alleanze con gli altri movimenti di base attivi su tematiche e ambiti affini: via campesina, genuino clandestino, movimento referendario per l’acqua e contro il nucleare…

ORGANIZZAZIONE
Siamo consapevoli che vogliamo partire dai bisogni e riconosciamo che sia importante individuare una modalità di rilevamento degli stessi (come) ed un soggetto che faccia il rilevamento (chi). Riteniamo importante quindi che ciascun territorio di appartenenza (regione) dia seguito ad un percorso che, attraverso il coinvolgimento dei vari gruppi/associazioni/enti, si possa far carico di costruire una rete che determini l’identificazione di questi bisogni. Abbiamo, pertanto, rilevato la necessità di individuare processi di delega/rappresentanza del movimento ecosol che, a vari livelli (locale, regionale, nazionale) sia capace di interloquire con le istituzioni, sia con chi ha compiti politici (giunta esecutiva), sia con chi ha compiti tecnici (funzionari e dirigenti). Crediamo, in particolare, che il livello di rappresentanza debba esplicitarsi in modo temporaneo, mobile e per obiettivi.
Crediamo importante che l’organizzazione del movimento parte da una chiara definizione della strategia e, quindi, sul come fare le cose. In particolare individuiamo come azione strategica il porre l’attenzione sulle persone, sui prodotti locali, sui progetti e sui processi.
Inoltre, a partire dalla definizione delle priorità del mondo agricolo e di quello artigianale, riteniamo importante sintetizzare e replicare le buone pratiche dei territori, co-progettare con gli altri soggetti del Tavolo di Coordinamento, proporre campagne informative, fare lobby e, più in generale, ampliare le alleanze e raggiungere una massa critica.
In tal senso riteniamo utile definire un modello organizzativo che agevoli il raggiungimento di quanto detto sopra.

GRUPPO LOCALE-GLOBALE

Si partirebbe dalla mappatura delle vertenze, mappatura delle risorse, mappatura delle competenze.

AMBITI TEMATICI
  • clima - rifiuti
  • accesso alla terra – consumo della terra
  • grande distribuzione
  • lavoro (considerando anche il lavoro migrante – qualità del lavoro)
  • sobrietà e stili di vita
AGENDA
  • appuntamento annuale
  • avviare strumenti di lavoro comunicativi
  • mailing list
  • evernote – dropbox
  • pagina web su retegas
  • proposta di un pacchetto di regole che siano riferimento per iniziative locali
  • video da proporre attraverso you-tube sui temi iniziali (max 6 minuti a video)
ORGANIZZAZIONE
  • incontro tra il coordinamento del gruppo locale-globale con quello degli altri gruppi dell’assemblea
  • appuntamento alla prossima assemblea, ma verificare attraverso un agenda gli eventi significativi nel prossimo anno
  • mantenere un rapporto continuo tra assemblea e territorio: discuto in assemblea, riporto nel territorio (gruppo di riferimento) e successivamente ritorna al gruppo tematico la discussione territoriale
RICHIESTE DEL GRUPPO AL TAVOLO RES
  • richiesta all’area formazione di inserire (uno spazio) un modulo appropriato nell’offerta formativa su locale-globale
  • inserimento nella formazione per hub e facilitatori il modulo locale-globale
  • coordinamento con gli altri gruppi in vista delle prossime scadenze (es. per Urgenci)

 


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