Sistemi Partecipativi di Garanzia (SPG)

Che ruolo può avere un gruppo sulla PGS (conferma e ripresa del documento dell’assemblea GAS/DES di Osnago, giugno 2010):
  • sperimentare un processo utile a far funzionare meglio i DES
  • includere piccoli produttori e chi è fuori mercato
  • stimolare forme di collaborazione/mutua certificazione fra produttori
  • andare al di là della certificazione bio di parte terza, coinvolgendo i consumatori/gasisti nel processo
  • inserire fra i criteri di scelta dei produttori la qualità del processo di produzione , uso di energie rinnovabili ed acqua, eticità, equità dei rapporti di lavoro, benessere degli animali
  • evitare che ci sia ulteriore aggravio economico ed organizzativo ai produttori in conversione bio, ripartire fra i soggetti della rete i costi della garanzia e lo sforzo logistico
  • migliorare la trasmissione dei saperi tra produttori e consumatori
  • offrire un’alternativa credibile alla certificazione di parte terza
  • contribuire alla costruzione di un giusto prezzo
  • marchio che sia garanzia raggiunta entro un processo relazionale e non di certificazione burocratica
  • che apre ad altri mercati non di soli gas


Ulteriori spunti emersi:

  • includere la prospettiva di genere nei modelli di produzione
  • favorire la risoluzione di alcune problematiche comuni (sementi, vivaio...)
  • impostare facilitazioni nella distribuzione al di là dei gas (PDO)
  • incentivare la garanzia di qualità tra produttori, con regole più rigorose di quelle che potrebbero essere identificate dai principi ispiratori dei soli gas o dai consumatori critici
  • perseguire nei rapporti di conoscenza diretta, una miglior tracciabilità dell’intero processo produttivo (es. dal seme, al campo alla trasformazione, agli aspetti fiscali e amministrativi)
  • sviluppare fiducia nel sistema di relazioni che diventa esso stesso sistema di sostegno/controllo condiviso· sistema di miglioramento continuo della biologicità come garanzia non solo tecnica ma anche di qualità delle relazioni e delle conoscenze-saperi che vengono scambiati·
  • incentivare altri processi analoghi come i mercati autorganizzati, come “marchio” di eventi/processi culturali più ampi· perseguire rapporti di collaborazione con produttori anche su forme di autoproduzione

ESPERIENZE AVVIATE
  • Sperimentazione in Campania: Corto Circuito Flegreo SPG, Gas Friarielli, DES Napoli
  • Sperimentazione in Lombardia: DES Brianza, Isola che c’è (CO), DES Varese + DESR Parco Sud Milano
  • Esperienza di Campi Aperti a Bologna, in collaborazione con Genuino clandestino
AGENDA OPERATIVA
Obiettivo prioritario:
· conoscere e confrontare le pratiche attuali note (cosa stiamo facendo e come: parole comuni ma pratiche diverse? in cosa sono comuni? in cosa diverse?) ed eventualmente definire piani di sviluppo condivisi delle stesse
· identificare ed approfondire altre pratiche in corso (es. esperienza Toscana)

Obiettivi di prospettiva:
· ipotizzare una confederazione di SPG italiane che facilitino il mutuo riconoscimento, lo scambio e la tracciabilità di “filiera lunga”
· favorire il coinvolgimento di altri consumatori non gasisti nell’acquisto dei prodotti marchiati SPG

Azioni:
· entro settembre fare circolare una griglia di raccolta dati che evidenzi i tratti comuni nelle pratiche attuali, condividendo i risultati in mailing-list
· aggiornare la mailing-list con partecipanti nuovi e darsi regole minimali d’uso della stessa (oggetto che coincide con i tre sottogruppi di lavoro: SPG, accesso alla terra; partenariati)

Proposte di azione alla rete:
· partecipare all’incontro di Urgenci 10-12 ottobre 2012 portando l’esperienza attuale dei SPG nel workshop internazionale dedicato

Accesso alla terra
PREMESSA
La questione dell’accesso alla terra è stata letta nel gruppo attraverso tre nodi:
  1. Professionalità: occorre investire nella formazione teorica e soprattutto pratica, anche attraverso opportunità di formazione sul campo (tipo WWOOF)
  2. Accesso al bene: la proprietà privata dei terreni è inaccessibile economicamente ai cittadini, soprattutto giovani
  3. Gestione dei beni demaniali: mancanza di trasparenza nei meccanismi di appalto e bisogno di strutture istituzionali a presidio.

ESPERIENZE
  • Accesso alla terra (Bologna)
  • Fondazione IRIS
  • Associazione Terre Future
  • Ricerca Un fondo per la terra
  • Altre esperienze regionali (Sicilia, Marche...)

PRIORITA’
  • Pianificare azioni contro la vendita delle terre demaniali sia a livello nazionale che regionale
  • Elaborare strumenti giuridici e finanziari e possibili alleanze a sostegno e garanzia dell’accesso alla terra. Costruire un modello operativo condiviso può aiutare i territori a non sprecare energie e tempo
  • Scambio di competenze e saperi
  • Coordinamento tra i territori e condivisione delle buone pratiche
  • Dare progettualità al gruppo

AGENDA
  • Condividere il report del gruppo di lavoro nei territori
  • Partecipare alla riunione di Terre Future a metà luglio, come prima occasione di coordinamento tra le esperienze già avviate; a seguire a fine luglio un primo incontro del gruppo di lavoro per valutare come procedere
  • Condivisione di materiali e delle informazioni tramite mailing-list Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , la mailing-list del gruppo agricoltura, e il sito di terre future
  • Valutare una possibile mappatura a livello regionale delle modalità di vendita delle terre demaniali
  • Programmare un calendario degli appuntamenti del gruppo di lavoro, rispettando i tempi del lavoro agricolo, in modo da garantire la presenza dei produttori
  • Definire ruoli nel gruppo di lavoro per essere più operativi
Infine, in plenaria, sono stati condivisi i contenuti emersi nei 3 sottogruppi e articolata una
proposta organizzativa generale
del gruppo “nuova agricoltura”:
  • proseguire nella definizione di articolazioni regionali del gruppo di lavoro (vedi ad es. “Coordinamento lombardo per la terra e per il cibo”), sia per stimolare (con stagionalità e modalità opportune) la partecipazione degli attori locali (contadini, associazioni, ecc.), sia per favorire momenti preparatori degli incontri nazionali;
  • verificare (nei prossimi 6 mesi) la possibilità di tradurre i temi trattati in proposte concrete da presentare, nelle forme e nei modi localmente possibili, nell’ambito dei tavoli preparatori del Piano di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2020;
  • realizzare un incontro nazionale dedicato ai temi della nuova agricoltura l’11 novembre 2012 a Senigallia;
  • considerare la partecipazione del gruppo di lavoro ai seguenti appuntamenti: convegno GAS-DES a Venezia 15-16 settembre (e successiva conferenza internazionale sulla decrescita); incontro europeo Urgenci a Milano 10-12 ottobre 2012 (e successivo Kuminda);
  • verificare possibile raccordo con il convegno nazionale di Genuino Clandestino a Milano (7 ottobre 2012);
  • proseguire nel consolidamento delle relazioni con le associazioni contadine: Rete Semi Rurali, ecc.
  • utilizzare la mailing-list del gruppo di lavoro (già esistente) con specificazione nell’oggetto delle email che permetta di seguire le conversazioni dei sottogruppi tematici (partenariati; SPG; accesso alla terra).

Alcune questioni organizzative emerse:
  • Riconoscibilità del ruolo del tavolo RES
  • Migliorare gli strumenti comunicativi e le funzioni organizzative che permettano di preparare le assemblee nazionali